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on: 30 July 2010, 14:37:14
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Cari amici, sta per uscire nelle sale l'ultimo film con Julia Roberts, "Eat Pray Love", storia di un'americana frustrata che parte per un viaggio all'insegna dei piaceri della vita e finisce, naturalmente, anche in Italia! Sotto l'intervista con l'attrice dal sito di Repubblica.
"La mia vita fra cibo e meditazione a Roma sono ingrassata di 5 chili"
CANCUN - Un'altra cartolina d'amore all'Italia, ma anche all'India e a Bali, come solo Hollywood sa fare. Julia Roberts torna sullo schermo con Eat pray love basato sul bestseller autobiografico di Elizabeth Gilbert e diretto dal debuttante Ryan Murphy. È la storia di un'americana frustrata dalla vita che s'imbarca in un viaggio di crescita e autocoscienza all'insegna del piacere del vivere, del cibo (dove l'Italia ovviamente domina), della meditazione (in India) e della riscoperta dell'amore (a Bali, grazie all'incontro con il fascinoso Javier Bardem).
Un'apparizione ormai rara per Julia Roberts, felice moglie e madre di famiglia, che dosa le sue scelte cinematografiche con molta attenzione: la ricca matrona texana in La guerra di Charlie Wilson nel 2007 con Tom Hanks, la voce in due film animati tra cui uno dei più popolari degli ultimi anni, La tela di Carlotta, e il thriller di spionaggio/commedia romantica Duplicity, scritto e diretto da Tony Gilroy, in cui recita accanto a Clive Owen. È chiaro che Julia, 43 anni, che alterna la sua vita nelle varie case "verdi" della famiglia a Venice e Malibu in California e il ranch in New Mexico, preferisce stare con i figli (due gemelli di 5 anni e il piccolo Henry di 3 anni che l'hanno accompagnata a Cancun, in Messico, dove l'abbiamo incontrata per il lancio del film) e con il marito, il cameraman Danny Moder incontrato nel 2000 sul set di The Mexican: allegra, ridanciana, si diverte quasi con i giornalisti.
Julia, nel film, come nel libro, il suo personaggio molla tutto per andarsene per un anno. Ha mai fatto cose del genere? "Sì, a vent'anni mi sono presa due anni di pausa dal lavoro e ho viaggiato, ho pensato a me stessa, anche nelle cose semplici di tutti i giorni: è stata una decisione molto importante e bella per la mia vita".
Conosceva già il libro? "L'ho letto quando è uscito, ma non avevo idea che sarebbe diventato il fenomeno che è diventato. Mi sento fortunata ad averlo letto allora perché non avevo pregiudizi e mi sono semplicemente divertita. La scrittrice è molto intelligente e ha grande capacità di osservazione, è affascinante il modo in cui descrive i posti e la gente. Ero eccitata all'idea di rappresentare nel film la sua passione per la vita, per i posti dove va e per le persone che incontra".
Come il libro è un viaggio di scoperta per l'autrice, facendo il film ha scoperto anche lei qualcosa di se stessa? "In parte: Liz viaggia completamente da sola, cosa che ho fatto anch'io nel passato, e può intimidire molto camminare per una strada senza conoscere la città, o andare a fare la spesa e non parlare la lingua. Mi interessava quel suo viaggiare senza sapere dove sarebbe finita. Per me era diverso, giravo con 150 persone della troupe, con tutta la mia famiglia, ma allo stesso tempo anch'io avevo preso l'impegno di star via da casa per cinque mesi, in quattro continenti diversi: sono fiera di avere ancora una passione così vibrante per il mio lavoro".
Com'è stato girare nei luoghi dov'è ambientata la storia? "Per un attore è importante recitare nel posto giusto: aiuta a provare - e a trasmettere - le stesse emozioni che il personaggio ha provato viaggiando. È una condizione che ho posto fin dall'inizio: volevo mangiare nei veri ristoranti descritti nel libro, viaggiare in quegli stessi posti, vedere quelle isole, incontrare quegli elefanti, stare sul tetto dell'ashram in India dove il mio personaggio ha una lunga conversazione con Richard Jenkins, una delle scene e dei miei posti favoriti di tutte le riprese".
Più dell'Italia? "Accidenti, ho messo su cinque chili a Roma, non facevamo altro che mangiare, e io mangiavo davvero, non facevo finta di mettere in bocca per poi sputare subito dopo tutto... come resistere a quegli spaghetti al pomodoro? La realtà è che a Roma è impossibile mangiare male. È la terza volta che ci lavoro ed è sempre bello tornarci. È una città che ti accoglie con tanto affetto. E la ragione per cui lei sceglie di andare a Roma è proprio quello: lasciarsi andare e godersi la vita prendendosi cura di se, anche se questo significa mangiare troppa pasta e troppe pizze".
Lei ha un orto organico che cura personalmente: ama anche cucinare? "Molto, ho un trattore, mi piace lavorare la terra e mi piace cucinare e, come ha capito, mangiare, quindi io ho un rapporto molto produttivo con il cibo. Mia madre era una gran cuoca e ci ha tirato su con i prodotti del suo giardino, per me fa parte della vita normale sapere come preparare il cibo e avere cose fresche in casa. Non le dico la mia soddisfazione quando i miei figli hanno mangiato per la prima volta il keal, una verdura piuttosto amara che abbiamo in California: avevo spiegato che veniva dal nostro giardino e che faceva bene, e l'hanno apprezzata... non conosco altri bambini che la mandino giù".
Sembra soddisfatta sia nel lavoro che nella vita personale. C'è un posto dove va a cercare la sua pace interiore? "La mia famiglia è il posto più sicuro per me... ma in effetti ho una stanzetta piena di tutte le mie cianfrusaglie: la macchina da cucire, i ferri per fare la maglia, cose del genere. Quello è il mio angolino di quiete. Non che riesca a passarci troppo tempo, ma è bello sapere che esiste".
Medita? "Quello sì, lo faccio spesso".
Riesce a mantenere una vita normale da mamma? Che rapporti ha con gli altri genitori? "Con mia grande sorpresa sì, non mi è molto difficile. Facciamo una vita normale insieme alle altre famiglie della nostra strada, e nella scuola. È un vero conforto poterselo permettere".
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on: 24 July 2010, 21:55:54
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Mi piace molto la miniserie thriller "Sospetti," aggiunta alla terza edizione sulla RAI International, con il bravo Sebastiano Somma nei panni dell'impavido magistrato Bartoli.  . Accanto all'eroe di ‘Sospetti’ questa volta, la bellissima Vanessa Gravina, all'altezza del suo ruolo complicato. Morti misteriose ruotano intorno ad un nuovissimo farmaco. Questo thriller legale all'italiano è un po' diverso da quelli americani, per esempio i bambini, le scene di famiglia, anzi la vita privata ed i sentimenti giocano un ruolo molto più importante. Inoltre il continente d'Africa, il suo fascino ed i suoi dolori sono elementi chiave nella trama. Tutti gli attori sono bravi e c'è sempre molto suspense. Infatti "Sospetti 2," ed anche "Sospetti 3" tengono, a parte una certa incredibilità, tutti gli ingredienti giusti per una fiction di successo.
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on: 23 July 2010, 15:11:03
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Facebook ha raggiunto in queste ore i 500 milioni di utenti iscritti al suo servizio piazzandosi alle spalle dei quattro big della rete (Google, 918 milioni. Mircorosft, 728 milioni e Yahoo!, 588 milioni).
Travolto nelle ultime settimane da vibranti polemiche circa il mancato rispetto della privacy degli utenti iscritti, per festeggiare l’ennesimo traguardo, Il social network ha organizzato un evento speciale chiamato “Facebook Stories”, che raccoglierà (come il suo nome lascia intendere) le storie che legano Facebook ed i suoi membri.
Mark Zuckerberg lancia così il progetto ‘Stories’, che presenterà le vicende più interessanti e particolari, i temi più importanti e strani, trattati da Facebook in questi suoi sei anni di vita. Un sito apposito, all’interno del portale principale, proporrà una visualizzazione tematica e geografica di tutto ciò che di meglio la comunità online ha offerto sinora. Gli utenti potranno partecipare al progetto spedendo un contributo scritto di 420 battute, colleganlo eventualmente a loro profilo. Le storie verranno giudicate dagli altri iscritti al network con l’ormai classico ‘mi piace’.
“Non avevamo previsto che il traguardo dei 500 milioni potesse essere raggiunto in così poco tmpo. Vogliamo trovare un nuovo modo di celebrare questo evento”. Facebook ha messo online un sito dedicato alle Facebook Stories, in cui saranno raccolte 200 testimonianze di utenti rilasciate attraverso la pagina dedicata.
Con il suo mezzo miliardo di iscritti adesso ufficiale, il social network ha dimostrato di non aver subito conseguenze dalle polemiche. Vi ricordiamo che Facebook aveva celebrato i suoi 150 milioni di utenti per i suoi 5 anni, passati a 400 milioni solo un anno dopo.
E voi usate facebook? Cosa ne pensate? Parlatene qui nel forum e, naturalmente nel facebook SL!!!
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on: 17 July 2010, 13:15:33
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E' iniziato il countdown per il Giffoni Film Festival (Giffoni, Salerno) che aprirà i battenti il 18 luglio con Claudia Pandolfi e Alessandro Preziosi. "Ancora una volta un miracolo", dichiara Claudio Gubitosi, direttore e creatore della rassegna. "La forza trascinante di Giffoni, l'energia che produce, la voglia di sorridere, amare, scoprire, partecipare, essere protagonisti sono elementi ben visibili nel programma della 40esima edizione del Giffoni Film Festival. Quattordici giorni intensi, pieni, oserei dire stracolmi, di momenti di riflessione ma anche di divertimento. Ci presentiamo con questi colori all'attenzione nazionale ed internazionale, consapevoli anche del ruolo che il nostro lavoro ha nel rappresentare il mondo e la vita delle giovani generazioni". L'amore sarà il filo conduttore e il tema del festival di quest'anno che chiuderà i battenti il 31 luglio. I film, come ogni anno, saranno valutati dalle giurie, vera anima del Festival, che quest'anno sono composte da 3000 giovani (200 in più rispetto alla scorsa edizione) provenienti da 43 paesi, con un'età compresa tra i 3 e i 23 anni. I ragazzi della giuria provengono da tutti e 5 i continenti, da paesi come Israele, Palestina, Giordania, India, Nigeria, Sudafrica, Lituania, ecc. Quest'anno ci saranno rappresentanti di altre 8 nuove nazioni: Siria, Turchia, Repubblica Ceca, Slovenia, Lituania, Croazia, Uzbekistan e Honduras. I quattordici giorni del festival saranno divisi in due parti: una prima settimana (dal 18 al 23 luglio) dedicata ai bambini dai 3 ai 12 anni, ed una seconda (dal 23 al 31 luglio) indirizzata ai giovani di età compresa tra i 13 ed i 23 anni. Saranno gli stessi ragazzi a guardare e giudicare i 162 film tra lungometraggi e cortometraggi in concorso e fuori concorso. Le sezioni competitive sono 7: Elements +3 (3-5 anni), Elements +6 (6-9 anni), Elements +10 (10-12 anni), Generator +13 (13-15 anni), Generator +16 (16-18 anni), Sguardi Inquieti/Troubled Gaze (studenti universitari + adulti), MyGiffoni (sezione dedicata ai film prodotti dalle scuole). Le sezioni non competitive sono 5: Comizi d'Amore (rassegna di film d'amore del cinema italiano realizzata in collaborazione con la Cineteca Nazionale), Reload/Parental Control (le migliori opere della produzione per bambini e ragazzi, distribuite nelle sale italiane nella stagione 2009/2010), Shorts of Love (cortometraggi di animazioni sul tema dell'amore), Diritto D'Amore (cortometraggi sui diritti umani, in collaborazione con Amnesty International) e Verso Sud (sezione dedicata ai cortometraggi prodotti da giovani filmmakers italiani). "Talenti italiani e internazionali di prim'ordine, tanta musica e ancora tanta attenzione ai problemi sociali, ambientali, umani. Un programma complesso nel quale ci sono il nostro cuore e la nostra passione", aggiunge Gubitosi. Moltissimi, come al solito, gli ospiti del Giffoni Film Festival. Oltre ai già citati Pandoli e Prezioni ci saranno Gabriele Greco, Sofia Bruscoli. Sara Mollaioli, Niccolò Centioni, Filippo Vitte, Giulia Luzi, Micol Olivieri e Nunzio Giuliano, Emilio Solfrizzi, Marco Brenno. Luca Ward, Ambra Angiolini, Pupo, Carlo Buccirosso, Raoul Bova, Susan Sarandon. Jesse McCartney e Giovanna Mezzogiorno, Nicolas Vaporidis, Margherita Buy, Piera Degli Esposti, Isabella Ragonese, Michele Riondino, Elijah Wood, Sabrina Impacciatore, il duo Ficarra e Picone, Margareth Madè, Valeria Solarino e Samuel L. Jackson. Tra gli eventi speciali in calendario vogliamo ricordare "Giovanni e Paolo e il Mistero dei Pupi": è un cartone animato dedicato ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, coprodotto da Rai Fiction, Società Larcadarte di Palermo e Regione Siciliana (Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana). Nel mondo è distribuito da Rai Trade, che ha presentato un trailer di 2 minuti in anteprima mondiale al MIP di Cannes 2010. Il cartoon, diretto da Rosalba Vitellaro, sarà presentato a Giffoni il 18 luglio e andrà in onda su Raitre in prima tv assoluta lo stesso giorno alle 9.00 e, in replica, lunedì 26 luglio alle 15.30. Anche quest'anno agli appuntamenti cinematografici sarà affiancata una parte musicale con i grandi nomi del panorama discografico nazionale; tutti artisti molto amati dai ragazzi e allo stesso tempo apprezzatissimi anche dal pubblico adulto. I concerti si terranno all'Arena Alberto Sordi, lo spazio dedicato agli appuntamenti all'aperto della Cittadella del Cinema. Il programma prevede Neffa (23 luglio), Finley (24 luglio), Baustelle (26 luglio), Carmen Consoli (27 luglio), Emma Marrone (28 luglio), Broken Heart College e Dari (29 luglio), Elio e le Storie Tese (30 luglio), e in chiusura i Lost (31 luglio). A Giffoni, per il secondo anno consecutivo, la musica classica vivrà nei luoghi del Festival con le note dei 120 giovani musicisti del Conservatorio "G. Martucci" di Salerno che si esibiranno in 19 concerti. "Abbiamo - conclude soddisfatto Gubitosi - accettato tutte le sfide, agendo e reagendo proprio in un momento di grande confusione dove la cultura, lo spettacolo, l'arte in generale, patrimonio universale di questo Paese, sono costretti a far sentire forte la voce del disagio e di non essere considerati un lusso superfluo. Giffoni ha dimostrato, e ancor di più oggi, di essere un generatore di risorse anche creative, umane, sociali, un attrattore di intelligenze, un evento esportabile ovunque". Nel blog della SL alla pagina http://sorrentolingue-online.blogspot.com/2010/07/il-giffoni-film-festival.html potete trovare un video sull'edizione di questo 2010.
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on: 09 July 2010, 14:15:44
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Cari amici, la scorsa settimana è stato assegnato il Premio letterario "Strega" 2010. Il vincitore è stato Antonio Pennacchi (Mondadori). Nel testa a testa tra i due favoriti della vigilia il "fasciocomunista" autore di "Canale Mussolini" la spunta su Silvia Avallone.
Un testa a testa serrato, con entusiasmo da stadio. Anche quest'anno lo Strega designa il vincitore dopo una gara all'ultimo voto. Alla fine la spunta Antonio Pennacchi, lo scrittore di Canale Mussolini (Mondadori) che conquista 133 voti. A 129 si piazza Silvia Avallone, autrice di Acciaio (Rizzoli).
Lo scrutinio è andato avanti fino a notte, una notte afosa come poche altre volte. E l'esito è rimasto incerto fin quasi all'ultimo, mentre il caldo scioglieva le tensioni e le prove di muscoli esibite negli ultimi giorni. Al terzo posto c'è Paolo Sorrentino, che ha scritto Hanno tutti ragione (Feltrinelli) e che di voti ne ha avuti 59. Più staccati gli altri due scrittori della cinquina, Matteo Nucci, con Sono comuni le cose degli amici, Ponte alle Grazie, 38 voti, e Lorenzo Pavolini, Accanto alla tigre, Fandango, 32 voti.
Lo scorso anno Tiziano Scarpa prevalse su Antonio Scurati per un punto. E questa volta lo scontro si è deciso con l'ultima decina di schede.
Ma dietro gli scrittori la partita si è giocata fra case editrici. Fra la Rizzoli e la Mondadori (ieri al quarto successo consecutivo), in particolare, che - a detta di molti testimoni - si sono spese come non accadeva da tempo, contattando uno per uno i giurati e mescolando blandizie e pressioni. Come se lo Strega di quest'anno contasse molto più delle altre volte. E' saltata, infatti, la regola dell'alternanza, che vigeva finché a reggere le sorti del premio era Anna Maria Rimoaldi, la quale disciplinava le pretese degli editori facendo vincere un anno l'uno, un anno l'altro e riservandosi ogni tanto il gusto di favorire un terzo gruppo. Da quando quella norma non scritta è decaduta, però, ha sempre vinto la Mondadori (compreso lo scorso anno, quando ad aggiudicarsi il titolo è stata l'Einaudi).
Quest'anno la Rizzoli si era data l'impegno di rompere il monopolio di Segrate e, venuta meno l'ipotesi Walter Veltroni, ha puntato sull'esordiente Silvia Avallone, senza badare a spese, per esempio, quanto a inserzioni pubblicitarie. Qualche giorno fa, inoltre, la Avallone ha anche firmato un articolo in prima pagina sul Corriere della Sera in cui commentava la scoperta che consentirebbe di conoscere in anticipo l'avvento della menopausa.
Venticinquenne, lavori precari, la Avallone vive a Bologna con il suo compagno, sta per laurearsi in Lettere e sogna di insegnare a scuola. E' figlia di un commerciante napoletano che aveva un negozio a Piombino e di un'insegnante di Biella. E fra Biella e Piombino si è divisa anche lei. Piombino, poi, è la scena nella quale ha collocato Acciaio. Qui si svolge la dura adolescenza di Anna e Francesca, due ragazze che hanno diverse aspirazioni e diversa formazione, ma che condividono la realtà di provincia, le sue ciminiere e i "lombriconi", grandi edifici popolari, in una città segnata dal declino industriale e dal dissolvimento dell'epica operaia, e che ha perso la compattezza sociale di un tempo. Sorrentino esordisce come scrittore, dopo il grande successo come regista. E in Hanno tutti ragione inventa la figura di un cantante napoletano, Tony Pagoda, consumatore di droga e di donne, che a un certo punto cambia vita.
Ma l'autore di più lungo corso letterario è Pennacchi. E forse anche qui c'è la chiave del suo successo (che ieri sera lo scrittore ha dedicato a "gli operai della Nexans e a mio fratello Gianni"). Ha iniziato raccontando il mondo dell'industria, che conosce bene avendo lavorato all'Alcatel di Latina (città in cui è nato nel 1950) dove ha anche ambientato Mammut, il romanzo d'esordio (Donzelli, 1994). Pennacchi, estroverso, imprevedibile, polemico, stretto nella sua coppola, si è diviso, da scrittore, fra l'industria (rinnovando la tradizione della letteratura di fabbrica) e l'epopea della bonifica pontina. Il romanzo che gli ha dato successo è stato Il fasciocomunista, molta autobiografia e narrazione corale di una generazione di giovani divisi dalla politica anche all'interno delle famiglie. Dal libro fu tratto il film Mio fratello è figlio unico. Lì c'è la sua storia di militante missino, poi transitato a sinistra, con passaggi anche in quella estrema. In Canale Mussolini si racconta il volto sociale del fascismo nelle paludi pontine, la fatica contadina e proletaria di tanti immigrati veneti e della città di fondazione. Canale Mussolini non ha alcun intento revisionista, ma è stato accolto bene anche a destra, fra le persone vicine al sindaco Gianni Alemanno, per esempio, e al suo assessore Umberto Croppi.
Per Pennacchi la Mondadori pareva spendersi poco, all'inizio della corsa dello Strega. Poi la strategia è mutata, e pancia a terra da Segrate ci si è mossi per sostenere il proprio candidato e per mettere di nuovo, per la quarta volta consecutiva, i propri stendardi sul Ninfeo di Villa Giulia.
Avete lette qualcuno dei romanzi vincitori delle precedenti edizioni del Premio Strega? Ecco la lista:
1947
* Ennio Flaiano "Tempo di uccidere" (Longanesi)
1948
* Vincenzo Cardarelli "Villa Tarantola" (Meridiana)
1949
* Giovanni Battista Angioletti "La memoria" (Bompiani)
1950
* Cesare Pavese "La bella estate" (Einaudi)
1951
* Corrado Alvaro "Quasi una vita" (Bompiani)
1952
* Alberto Moravia "I racconti" (Bompiani)
1953
* Massimo Bontempelli "L'amante fedele" (Mondadori)
1954
* Mario Soldati "Lettere da Capri" (Garzanti)
1955
* Giovanni Comisso "Un gatto attraversa la strada" (Mondadori)
1956
* Giorgio Bassani "Cinque storie ferraresi" (Einaudi) * Elémire Zolla "Minuetto all'inferno" (Einaudi)
1957
* Elsa Morante "L'isola di Arturo" (Einaudi)
1958
* Dino Buzzati "Sessanta racconti" (Mondadori)
1959
* Giuseppe Tomasi di Lampedusa "Il gattopardo" (Feltrinelli)
1960
* Carlo Cassola "La ragazza di Bube" (Einaudi)
1961
* Raffaele La Capria "Ferito a morte" (Bompiani)
1962
* Mario Tobino "Il clandestino" (Mondadori)
1963
* Natalia Ginzburg "Lessico famigliare" (Einaudi)
1964
* Giovanni Arpino "L'ombra delle colline" (Mondadori)
1965
* Paolo Volponi "La macchina mondiale" (Garzanti)
1966
* Michele Prisco "Una spirale di nebbia" (Rizzoli)
1967
* Anna Maria Ortese "Poveri e semplici" (Vallecchi)
1968
* Alberto Bevilacqua "L'occhio del gatto" (Rizzoli)
1969
* Lalla Romano "Le parole tra noi leggere" (Einaudi)
1970
* Guido Piovene "Le stelle fredde" (Mondadori)
1971
* Raffaello Brignetti "La spiaggia d'oro" (Rizzoli)
1972
* Giuseppe Dessì "Paese d'ombre" (Mondadori)
1973
* Manlio Cancogni "Allegri, gioventù" (Rizzoli)
1974
* Guglielmo Petroni "La morte del fiume" (Mondadori)
1975
* Tommaso Landolfi "A caso" (Rizzoli)
1976
* Fausta Cialente "Le quattro ragazze Wieselberger" (Mondadori)
1977
* Fulvio Tomizza "La miglior vita" (Rizzoli)
1978
* Ferdinando Camon "Un altare per la madre" (Garzanti)
1979
* Primo Levi "La chiave a stella" (Einaudi)
1980
* Vittorio Gorresio "La vita ingenua" (Rizzoli)
1981
* Umberto Eco "Il nome della rosa" (Bompiani)
1982
* Goffredo Parise "Sillabario n.2" (Mondadori)
1983
* Mario Pomilio "Il Natale del 1833" (Rusconi)
1984
* Pietro Citati "Tolstoj" (Longanesi)
1985
* Carlo Sgorlon "L'armata dei fiumi perduti" (Mondadori)
1986
* Maria Bellonci "Rinascimento privato" (Mondadori)
1987
* Stanislao Nievo "Le isole del paradiso" (Mondadori)
1988
* Gesualdo Bufalino "Le menzogne della notte" (Bompiani)
1989
* Giuseppe Pontiggia "La grande sera" (Mondadori)
1990
* Sebastiano Vassalli "La chimera" (Einaudi)
1991
* Paolo Volponi "La strada per Roma" (Einaudi)
1992
* Vincenzo Consolo "Nottetempo, casa per casa" (Mondadori)
1993
* Domenico Rea "Ninfa plebea" (Leonardo)
1994
* Giorgio Montefoschi "La casa del padre" (Bompiani)
1995
* Mariateresa Di Lascia "Passaggio in ombra" (Feltrinelli)
1996
* Alessandro Barbero "Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo" (Mondadori)
1997
* Claudio Magris "Microcosmi" (Garzanti)
1998
* Enzo Siciliano "I bei momenti" (Mondadori)
1999
* Dacia Maraini "Buio" (Rizzoli)
2000
* Ernesto Ferrero "N." (Einaudi)
2001
* Domenico Starnone "Via Gemito" (Feltrinelli)
2002
* Margaret Mazzantini "Non ti muovere" (Mondadori)
2003
* Melania G. Mazzucco "Vita" (Rizzoli)
2004
* Ugo Riccarelli "Il dolore perfetto" (Mondadori)
2005
* Maurizio Maggiani "Il viaggiatore notturno" (Feltrinelli)
2006
* Sandro Veronesi "Caos Calmo" (Bompiani) * La Costituzione Italiana vince il "Premio Strega Speciale"
2007
* Niccolò Ammaniti "Come Dio comanda" (Mondadori)
2008
* Paolo Giordano "La solitudine dei numeri primi" (Mondadori)
2009
* Tiziano Scarpa "Stabat Mater" (Einaudi)
Discutetene qui nel forum e nel facebook della Sorrento Lingue!
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on: 24 June 2010, 11:57:43
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Oggi la Nazionale italiana di calcio sfida la Slovacchia ai Campionati del Mondo in Sud Africa. Dopo un avvio stentato (due pareggi contro squadre non proprio esaltanti) ed un gioco sterile, questa partita è decisiva per passare il turno. La Nazionale deve vincere o, in caso di pareggio, sperare che, nell'altro scontro del girone, il Paraguay batta la Nuova Zelanda (ipotesi piuttosto probabile, c'è da dire). Il secondo posto nel girone F complicherebbe comunque le cose. Arrivando seconda, l'Italia affronterà l'Olanda (da temere non poco) negli ottavi e, con tutta probabilità, il Brasile nei quarti di finale. Ma ai Mondiali di calcio tutto può succedere: l'Italia, nei sui 76 anni di campionati, ci ha abituato a grandi gioie, alcune delle quali sofferte, inattese e sorprendenti... Speriamo di cuore che anche quest'edizione del Mundial possa sorriderci come tante volte è successo nella storia dei 4 volte Campioni del Mondo. FORZA AZZURRI
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on: 19 June 2010, 15:00:10
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Cari amici, continua in Italia l'emozione Mondiale! Dopo il pareggio con il Paraguay, la nazionale italiana si prepara ad affrontare domani la modesta Nuova Zelanda! Speriamo bene! Nel blog SL alla pagina http://sorrentolingue-online.blogspot.com/2010/06/italia-nuova-zelanda.html un video sulla partita di domani. JOHANNESBURG (Sudafrica), 19 giugno 2010 - Quattro gol nelle ultime sei partite. È il misero bottino dell’attacco dell’Italia. È dunque nel reparto offensivo che gli azzurri, domenica pomeriggio alle 16 a Nespruit contro la Nuova Zelanda, dovranno fare un salto di qualità nella seconda uscita del loro Mondiale. NUMERI — Modesti. Nelle quattro uscite del 2010 - in amichevole contro Camerun, Messico e Svizzera, e nel debutto in Sudafrica, con il Paraguay -, gli azzurri hanno segnato tre volte. Con Bonucci contro i nordamericani, con Quagliarella a Ginevra, e De Rossi a Cape Town. Nelle due precedenti uscite, seguenti alla fine delle qualificazioni mondiali, le cose non erano andate meglio: contro Olanda e Svezia, in amichevole, i campioni del mondo avevano segnato un solo gol, con Chiellini, agli scandinavi. Totale, dunque: due reti di difensori centrali, una di un mediano, seppur di lusso, solo una di un attaccante, e di riserva. nomi — Quel che è peggio, infatti, è che nelle ultime sei uscite non ha segnato nessuno tra Gilardino, Iaquinta e Di Natale. E due di questi attaccanti indosseranno la maglia da titolare, domani pomeriggio. Il Gila è il punto fermo, se non altro per i 4 gol segnati nelle qualificazioni verso Sudafrica 2010, impreziositi dalla rete decisiva di Dublino, che gli valgono un’apertura di credito da parte di Lippi. Che ha parlato, nei giorni scorsi, degli stenti all’inizio del Mondiale spagnolo di Paolo Rossi. Poi sappiamo tutti come finì. Con Pablito scatenato sottoporta, e l’Italia sul tetto del mondo. Il c.t. viareggino spera che il centravanti della Fiorentina sia protagonista di una simile impennata. Di Natale-Iaquinta è un ballottaggio anche filosofico, in chiave sportiva. Il capocannoniere del campionato in maglia Udinese, con 29 bersagli, garantisce fantasia e qualità tecnica, e magari quella scintilla che è mancata là davanti nelle recenti uscite azzurre. Il 4-4-2 è un vestito che sembra stargli naturalmente addosso: può così giocare vicino alla porta, e suggerire l’ultimo passaggio, mentre da esterno fatica più di Iaquinta a coprire la fascia anche in fase difensiva. Iaquinta, invece, si fa preferire per le doti atletiche, in particolare la progressione, oltre al gioco aereo, e per la duttilità tattica. Con lui in campo Lippi potrebbe passare dal 4-4-2 al 4-3-3 con facilità, spostando proprio lui e Pepe sullo scacchiere offensivo. IL PRECEDENTE — L’ultimo confronto diretto con la Nuova Zelanda fa comunque ben sperare. Nel giugno 2009, qui in Sudafrica, prima della poco fortunata Confederations Cup, gli azzurri si imposero 4-3 con, guarda un po’, doppiette di Gilardino e Iaquinta. Quale avversario migliore per sbloccarsi, se non gli All Whites?
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on: 11 June 2010, 17:30:47
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Cari amici, come saprete, oggi prendono il via i Campionati del Mondo di Calcio in Sud Africa. Come ad ogni Mondiale, anche quest'anno gli italiani sono in trepidante attesa. Troppo recenti - ed intensissimi - i ricordi del trionfo di 4 anni fa. Naturalmente, nonostante le perplessità imperanti ed un po' di scetticismo, la speranza è di poter rivivere quella stessa emozione. Poco fa si è conclusa la cerimonia inaugurale. Alla pagina http://sorrentolingue-online.blogspot.com/2010/06/al-via-i-mondiali-di-calcio.htmldel blog della SL trovate un video sulla figura di Mandela ed i Mondiali per il Sud Africa. E voi? Seguirete i mondiali? Per chi tiferete? Parlatene nel facebook e qui nel forum della SL. «Ci siamo» dice Mama Lolo versando il caffè. E’ una mattina fredda e nelle strade di Soweto strombazza già il richiamo delle vuvuzelas. «Il mondo nelle mani dei Bafana» titola lo Star. Grande foto: un grappolo di mani nere e bianche aggrappate alla coppa d’oro. Ci siamo: dopo sei anni e almeno 4 miliardi di euro la calabash di Soccer City, il grande stadio a forma di pentolone ai margini dell’ex ghetto nero a sud di Johannesburg, sta per scodellare la prima delle 64 portate/partite di questa World Cup 2010. «Siamo tutti africani», ha cantato ieri sera l’arcivescovo ultraottantenne Desmond Tutu al concertone di apertura, dimenandosi sul palco dell’Orlando Stadium manco fosse Shakira. Due miliardi di persone si metteranno davanti alla tv questo pomeriggio: alle 14 la cerimonia di apertura, alle 16 il calcio d’inizio di Sudafrica-Messico prima di puntare gli occhi su Francia-Uruguay che si giocherà in serata a Cape Town. «Sarà una guerra» ha detto Alberto Perreira, allenatore brasiliano dei Bafana Bafana. Il collega-rivale Aguirre ha raccolto la sfida: «Non siamo venuti qui per farci degli amici». Il ruggito delle vuvuzelas potrà anche impedire le comunicazioni dalle panchina ma certo non renderà più molli le gambe degli avversari come sperano 50 milioni di sudafricani neonati compresi. Ottantamila nella calabash, il resto sparpagliato nelle case, nelle bettole o davanti agli schermi giganti allestiti in tutte le città. Una grande festa di popolo, una minaccia proporzionata alla folla: ancora ieri sera a Città del Capo si è sfiorata la tragedia quando centinaia di persone hanno cercato di forzare i cancelli per partecipare alla festa del concertone a distanza. IL LUTTO DI MANDELA - Ma oggi finalmente si gioca. Il dodicesimo sudafricano in campo doveva essere Nelson Mandela. Ieri Cristiano Ronaldo gli ha portato una maglia della nazionale portoghese con il numero 91, tanti sono i suoi fragili anni di pacifico lottatore. Madiba era atteso nel pentolone di Soccer City prima del calcio d’inizio: pochi minuti, il tempo di salutare il mondo, benedire «i Ragazzi» con una spruzzatina del suo famoso “Mandela magic” e poi tornare a casa al caldo a vedersi la partita. Questa mattina alla tv ci si aspettava la conferma della sua presenza allo stadio. E invece non ci sarà: da casa Mandela è arrivata una notizia tragica, la morte di una bisnipotina del leader che dopo 27 anni di prigione ha sconfitto l’apartheid. Zenani, 13 anni compiuti due giorni fa, tornava dal concertone di Shakira. L’auto su cui viaggiava si è ribaltata sulla tangenziale M1. L’autista è stato fermato. Secondo la polizia con lei c’era la bisnonna Winnie, ex moglie di Nelson, che sarebbe rimasta ferita nell’incidente, ma la notizia è stata smentita dalla Fondazione Mandela. Zenani era nipote di Zindzi, la figlia minore dell’ex presidente. Zindzi che ancora ragazzina, in una famosa giornata di oltre vent’anni fa, in uno stadio gremito di Johannesburg riportò alla folla le parole del nonno ancora prigioniero, che rifiutava l’offerta truffaldina di scarcerazione fatta dal regime bianco: «Non uscirò di prigione se non liberano anche il mio popolo». «LA CULLA DELL'UMANITA'» - «Dicono che l’Africa sia la culla dell’umanità», ha urlato ieri Desmond Tutu prima della Waka Waka di Shakira. «E allora, al mondo che ci guarda e partecipa a questa festa, diciamo con gioia: bentornati a casa». Oggi siamo tutti africani, caro Madiba, povera Zindzi. Fiato alle vuvuzelas. Sotto sotto, al di là del risultato, nel grande pentolone di Soccer City si sentiranno un po’ africani anche i giocatori del Messico e i tifosi con il sombrero.
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